Il Villaggio

IL PASSATO

Fotoriproduzioni d’epoca da fonte ignota
(approfondimento in corso)

 

Situato a poca distanza dalla città di Iglesias, sopra le colline da cui si vede in lontananza il mare, il Villaggio fu edificato tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento per volontà dell’Ing. Giorgio Asproni nelle vicinanze della miniera di cui lo stesso Asproni era divenuto proprietario e nella quale per i successivi quarant’anni avrebbe investito il notevole patrimonio di famiglia.

La storia del Villaggio è stata dunque sin dall’inizio strettamente legata alla storia della miniera e la vita del Villaggio, a cui Asproni non fece mancare nulla e in cui lui stesso visse con tutta la famiglia, si è intrecciata per decenni alla vita del suo fondatore, riuscendo a sopravvivergli per altri 30 anni dopo la morte, avvenuta nel 1936.

Fotoriproduzioni d’epoca da fonte ignota

(approfondimento in corso)

Il Villaggio comunque fu più che la stabile dimora degli operai impiegati nella vicina miniera, fu il Luogo di aggregazione di una Comunità che arrivò a contare ben 300 persone e in cui, pur nella distinzione dei ruoli e dei ceti sociali – distinzione confermata dalla dislocazione delle abitazioni lungo il perimetro urbano – convissero per decenni le famiglie dei minatori, dei contadini, dei taglialegna, degli allevatori, dei dirigenti della miniera, degli impiegati e la stessa famiglia Asproni. La proprietà infatti era vastissima e nell’altipiano si coltivavano vigneti e mandorleti, si praticava l’agricoltura e l’allevamento e si effettuava il taglio della legna, fondamentale per soddisfare le esigenze di lavorazione e trattamento dei minerali.

Fotoriproduzioni d’epoca da fonte ignota
(approfondimento in corso)

Il Villaggio era dotato di tutto: oltre alle abitazioni di cui si è detto, vi erano la Chiesa, la Direzione, gli uffici della miniera, l’ufficio postale, lo spaccio-cantina, l’infermeria, la scuola elementare, la rimessa degli attrezzi agricoli, la scuderia.
Dopo la morte del suo fondatore, gli eredi scelsero di proseguire l’attività paterna e la vita nel Villaggio continuò tra alti e bassi, sino a che a metà degli anni ’50 la gestione della concessione mineraria di Seddas Moddizzis passò alla Società Monteponi. In quegli anni, anche grazie agli investimenti dei nuovi proprietari, il Borgo visse una fase di rilancio, ma già a fine degli anni ‘60, a seguito della cessazione dell’attività estrattiva della vicina miniera, anch’esso si arrese, venne gradualmente abbandonato e lasciato al suo destino.

Fotoriproduzioni d’epoca da fonte ignota
(approfondimento in corso)

Nei decenni successivi è passato di mano in mano e nel 2004 – quando da molti oramai era chiamato villaggio fantasma – è stato acquisito ad un’asta giudiziaria dal Dr Giovanni Lorefice, dirigente medico della città di Iglesias nonché medico di miniera, con l’intento di recuperare il grande patrimonio storico, culturale e architettonico che gelosamente custodisce tra le sue mura.

Fotoriproduzioni d’epoca da fonte ignota
(approfondimento in corso)

L’avanzato stato di degrado in cui già a quell’epoca versava il Villaggio, soprattutto a causa di continui e ininterrotti atti predatori, e la necessità di affrancarlo dalla presenza e dall’attività di alcuni allevatori che ne avevano fatto poco più che un rifugio per pecore, rallentarono molto l’ambizioso progetto di bonifica e rilancio del Dr Lorefice che, a causa di un male incurabile, si spense nel 2011 all’età di 80 anni lasciando incompiuta la sua opera.

PRESENTE & FUTURO

PRIMA
DOPO

Nell’autunno del 2020 il progetto e l’opera del Dr Lorefice hanno finalmente ripreso slancio attraverso il Progetto VIL.MIN.AS. (non a caso acronimo di Villaggio Minerario Asproni).

Per volontà delle sue due sorelle, la Società omonima ha raccolto infatti la sua eredità con rinnovato impegno, entusiasmo e passione, muovendosi in 4 direzioni:

Ricerca, studio e raccolta delle fonti storiche
Pulizia e bonifica degli spazi verdi
Ripristino degli spazi destinati alla socialità
Recupero degli edifici del Borgo Minerario

E’ così iniziata – e ancora oggi prosegue – la ricerca dei documenti sul Borgo e la sua Miniera presso gli Archivi Storici di Iglesias; è contestualmente partita l’opera di pulizia dei tanti spazi verdi presenti nel Villaggio, finalmente liberati dalle macerie e stanno rivedendo la luce gli spazi destinati un tempo alla socialità come il cortile delle scuole elementari, il cui selciato in pietra è riemerso dopo decenni di abbandono.

PRIMA
DOPO
PRIMA
DOPO
L’obiettivo è e resta quello di bonificare, recuperare e valorizzare anche a fini turistico/ambientali, l’intero Borgo Minerario affinché possa riprendere a raccontare la sua storia ed essere stabilmente riconosciuto come “Luogo della Memoria”, tanto caro alla Collettività del Sulcis Iglesiente.

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